Domenica
05 settembre 2010
 

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Anno 1991 - XX edizione
"La cascina"

                

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Nell'edizione dei vent'anni, realizzata sempre nel cortile dell'oratorio maschile, il Presepio vivente raggiunge alcuni risultati a tutt'oggi imbattuti: la miglior scenografia e la maggior partecipazione di pubblico.


Il positivo risultato delle ultime tre edizioni del Presepio vivente spinge i presepiatt a misurarsi con una costruzione ancora più spettacolare: la realizzazione di una cascina lombarda riprodotta a grandezza naturale.
Per analizzare meglio i motivi che hanno portato a questa decisione, si pensi al fascino che avevano le feste natalizie solo qualche decina di anni prima, quando la civiltà contadina non aveva ancora ceduto il passo al progresso tecnologico ed i valori cristiani ed umani erano molto più apprezzati. L'intento è di richiamare alla mente dei più anziani spettatori gli anni della loro giovinezza, e nel contempo proporre ai più giovani uno spaccato della quotidianità contadina.
Negli anni '70 i primi Presepi viventi erano imperniati su una simbologia piuttosto impegnativa e di difficile interpretazione tanto che, molto spesso, la gente lasciava il presepio perplessa per non aver realmente capito a fondo il messaggio presentato: ci si rende conto che vi è una maggiore partecipazione di fronte a lavori che ricostruiscono realtà del passato appena trascorso.
Per questo motivo, grazie anche all'esperienza teatrale accumulata da diversi appartenenti del gruppo, si fa strada l'idea di presentare il presepio secondo quella che è la tradizione napoletana la quale, come già accennato nel primo capitolo, da secoli ripropone la Natività inserita in momenti di vita quotidiana.
Per realizzare un simile lavoro viene svolta anche una particolare ricerca sugli usi e costumi del mondo rurale. Con sorpresa ci si accorge che a questo stile di vita sono ancora legate molte persone grazie alle quali vengono reperiti numerosi attrezzi e oggetti di uso comune che rappresentano con efficacia questo recente passato.

Il presepio vivente

Da questa edizione cambia notevolmente anche il modo di proporre l'annuncio della Nascita di Gesù Bambino. Non più dei quadri che visualizzano riletture di fatti biblici e riferimenti al sociale, ma una vera sceneggiatura teatrale che presenta il messaggio natalizio con attori principali e comparse. La trama, anche se ambientata nella civiltà contadina, non tralascia riferimenti al Natale consumistico dei nostri tempi. Una nonna molto saggia, interpretata magistralmente da Pierangela Vanerio Melato, chiama a raccolta i bimbi e mentre racconta loro le vicende del vangelo, queste si materializzano con suggestione nei vari ambienti.
La cascina ha una struttura ad "L" e si sviluppa su due piani: su un lato vi sono le abitazioni e sull'altro le stalle e i fienili. Molti visitatori vi riconosceranno con piacere l'ambiente dei loro anni di gioventù.
Non manca nulla, i particolari sono curati fino all'esasperazione (grazie all'attenta ricerca storica di Alessandro Limido a cui si deve anche l'idea di ambientare il Presepio vivente nella cascina) e il materiale presentato è rigorosamente autentico: nella cucina viene addirittura realizzato un vero camino in cui scoppietta un vivace fuoco. Le legnaie e i fienili sono estremamente realistici e il tetto è interamente in coppi; la competenza di Ambrogio Martegani nella costruzione dei tetti è determinante per questa e per le successive edizioni.
Non mancano gli elementi tipici della cascina: la rudera, la latrina, la lobbia cunt i pagn distendü, un carett ch'al funziona, la spiàna, i butt, i biduni par ul lacc e ul classic purtuun d'entrada . (Riportiamo la traduzione dei termini dialettali: "Il letamaio, i servizi igienici comuni, il loggiato con i panni stesi, un carretto funzionante, l'aia, le botti, le taniche per il latte e il classico portone d'entrata").
Il realismo della rappresentazione vivente è amplificato anche dall'azione di figuranti in costume che sembrano veri contadini, facendo assumere al presepio un aspetto culturale in quanto ripropone al vero situazioni ormai scomparse, ma tipiche della vita locale.
Ad aumentare il fascino della rappresentazione contribuisce la presenza, nella Sacra Famiglia, di un Gesù Bambino di colore: il neonato Roberto Crespi attrae l'attenzione di tutti gli spettatori.

La scenografia e i materiali

La struttura portante è realizzata con i pali in legno delle linee telefoniche, resi disponibili in grande quantità in seguito ai lavori di interramento dei cavi.
La tecnica di realizzare i muri utilizzando sacchi di iuta imbevuti in una soluzione di cemento contribuisce in modo determinante a simulare al meglio le facciate in muratura; una precisa decorazione delle pareti completa l'ottimo risultato.
Molto del materiale impiegato (i tradizionali coppi, ad esempio) viene recuperato da un cortile di Tradate di proprietà di Giancarlo Millefanti che ne consente il riutilizzo.
Il realismo è sottolineato dai commenti degli spettatori, a tal punto che molti si convincono che la cascina sia vera ma basterà una visita al retro della struttura per capire che tutta la scenografia è costruita dal nulla!
La scenografia di questa edizione rimane, a tutt'oggi, la più realistica, sia per l'impatto visivo della struttura, sia per la ricchezza dei dettagli e la ricercatezza dei particolari.

Il presepio statico

Il successo di questa edizione è completato dal presepio statico che ormai per consuetudine accompagna il Presepio vivente, integrandolo.
Il presepio tradizionale viene ricreato sotto una tettoia che il gruppo del presepio realizza con alcune colonne in ferro messe a disposizione dalla ditta Optinova, e con capriate e travi fornite da Emiliangelo Galmarini. La tettoia, che rimarrà in dotazione all'oratorio, è costruita in modo tale da poter essere facilmente chiusa sui quattro lati per creare un ambiente buio che consenta di apprezzare maggiormente gli effetti luminosi e scenici.
Il presepio presenta alcuni angoli tipici del panorama italiano. Tra i monumenti riprodotti in miniatura figurano il castello valdostano di Sarre, la nostra chiesa di San Michele, il complesso del monastero di Torba e la piazza di Castel Arquato (PC).
Non mancano i modelli di alcune cascine, che richiamano il Presepio vivente esterno, ripro
dotte fin nei minimi particolari; ad esempio i coppi dei tetti vengono realizzati manualmente, dopo vari tentativi, mediante uno stampo in legno in cui viene colata una mistura di segatura e colla che Luciano Brun cuoce nel forno di casa, con infinita pazienza della moglie…
Le statuine della Natività vengono collocate nel modellino in scala della cascina, utilizzato per lo studio della scenografia esterna. All'inizio del percorso di visita sono presentati anche alcuni presepi allestiti dai ragazzi delle scuole elementari.

Altri ricordi…

Tutto il lavoro ottiene un riconoscimento impensato dalle telecamere di Canale 5. Grazie all'interessamento di Carmine Milone e Costante Premazzi, una troupe della televisione registra uno spettacolo di canzoni natalizie che, una volta trasmesso, permette di propagandare in modo notevole il nostro presepio e di farvi affluire un considerevole numero di visitatori. Oltre alle telecamere di Canale 5, sono presenti quelle di Rai Tre e di Tele7Laghi.
L'inaspettata affluenza costringe ad intervenire per ampliare le tribune in modo da accogliere le migliaia di persone che giungono anche da località molto distanti da Venegono come Lecco, Cremona, Sondrio, Bergamo e molte zone dell'hinterland milanese.
Poiché questa è la XX edizione, la Biblioteca Comunale allestisce una mostra fotografica dal titolo Vent'anni di Presepio vivente per celebrare il traguardo raggiunto. Allestita nella cappella dell'oratorio, raccoglie le più belle immagini delle edizioni passate corredate da schede descrittive e ritagli di articoli.
Solo per quest'anno ritorna il tradizionale corteo dell'Epifania dal presepio alla chiesa parrocchiale. La Sacra Famiglia trova posto su un carro trainato da un cavallo, seguito dai re Magi e dai figuranti del Presepio vivente.
Da quest'anno, e per i prossimi cinque anni, si realizza con tiratura limitata una serie di piatti ricordo che riproducono la scenografia. I disegni originali sono opera di Eugenio Broggi.
Le offerte raccolte, e successivamente destinate all'adeguamento delle strutture dell'oratorio, ammontano a 11.953.000 lire (6.173,21 euro) al netto delle spese.

Infine…

Il motivo del successo della realizzazione di quest'anno è ben sintetizzato da ciò che scrive don Carlo sulle pagine del Venegonese: "In quel cortile costruito in modo artistico e con una proporzionalità da professionisti ci si sta bene che non si verrebbe mai via … A creare un tipo ideale di "civiltà contadina" nel quale vigeva un perfetto equilibrio tra le persone e con la natura stessa, non era estranea la fede. A vedere quei portici, quei cascinali dove si passavano le sere spannocchiando il granoturco, sembra di sentire ancora l'eco delle avemarie del rosario o i racconti degli episodi della storia sacra o le "panzanighe" che i bambini ascoltavano con estremo interesse … La nascita di Cristo nel "cortile lombardo" è stata davvero un'idea brillante."

 

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