Domenica
05 settembre 2010
 

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Anno 1994 - XXIII edizione
"La nascita come accoglienza"

          

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Luogo di realizzazione: cortile dell'oratorio maschile. Dopo la pausa palestinese si ritorna alla nostra terra, proponendo una piazza dove vivono tre fratelli molto avari…


Dopo l'ambientazione palestinese dell'anno precedente gli organizzatori ripropongono una scenografia riconducibile agli ambienti dei nostri paesi.
Il tema scelto per questa edizione del presepio è l'accoglienza, ovvero la capacità di aprirsi agli altri ed accettarli.

Il racconto

Il tema ruota attorno alla vicenda di tre fratelli avari che risiedono nella più bella e signorile casa affacciata sulla piazza del paese e vivono chiusi nella loro agiatezza. Il paese è un piccolo mondo ordinato dove ricchi e poveri dividono il loro quotidiano che viene turbato dall'arrivo di un uomo e di una donna gravida. Questi ospiti "scomodi" portano allo scoperto la generosità dei più umili, come pure la diffidenza e l'egoismo dei tre fratelli. Ma nella notte, sotto il portico che in un primo tempo era stato loro negato dai ricchi proprietari, Maria e Giuseppe accolgono la nascita di Gesù, festeggiato da tutti: dalle persone semplici che portano in dono ciò che la loro dispensa può offrire e da chi inizialmente era stato restio ad aprire la sua casa.

La scenografia

La scenografia ricostruisce il centro di un paese con le botteghe artigiane, i vicoli, e una piazza su cui incombe la presenza della casa signorile.
I dettagli vengono curati, come al solito, nei minimi particolari: dai pilastrini dei balconi ai numeri civici delle case, dai lampioni nei vicoli alla ricostruzione fedele di una cucina antica, ai ballatoi, ai comignoli sui tetti e persino ai manifesti murali, per realizzare i quali si è fatto ricorso a fotocopie di regi avvisi conservati nell'archivio parrocchiale. Tra le botteghe proposte in questa edizione vi sono quella del fornaio, l'osteria ed il ciabattino. Quest'ultima figura, presenza ricorrente nel Presepio vivente, è magistralmente interpretata da Edoardo Castelli (detto Duardin) che per oltre quarant'anni ha svolto veramente questa attività.
La piazza è completata da un monumento in legno che riproduce quello eretto a ricordo dei caduti al parco delle rimembranze di Venegono e da una vera fontanella realizzata in sasso da cui zampilla un getto d'acqua. Veramente suggestiva e coinvolgente l'atmosfera ricreata dalla scenografia.
All'esterno della piazza sono ricavati i recinti per gli animali: unica nota stonata la mancanza dell'asino e del bue nella scena della Natività.

Il presepio tradizionale

Il presepio statico riproduce l'intera l'isola di San Giulio sul Lago d'Orta (NO) con la basilica e il monastero. Superando innumerevoli problemi idraulici e di impermeabilizzazione viene realizzato un grande lago che contribuisce a rendere il lavoro più realistico e a valorizzare le pregevoli ricostruzioni degli edifici presenti sull'isola.

Altri ricordi…

Le offerte raccolte grazie ai numerosi visitatori sono pari a 11.897.900 lire (6.144,75 euro). Detratte le spese, all'oratorio vengono devoluti 8.800.000 lire (4.544,82 euro) per le opere di ristrutturazione.
Completati i lavori dei dettagli scenografici, Eugenio Broggi realizza un quadro che rappresenta sant'Antonio Abate. Il lavoro è commissionato dagli abitanti delle frazioni di Vinago che intendono collocarlo nella loro chiesa a ricordo di don Ennio Polli, sacerdote venegonese, fratello di Luca.
Quest'ultimo è un collaboratore pronto e solerte nel fornire gli attrezzi e il materiale d'epoca necessario per gli allestimenti delle varie scenografie dei presepi viventi.

 

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