|
|
Anno 1997 - XXVI edizione
"Un ponte che unisce i cuori"
Cliccando sulle foto potrai vedere le immagini ingrandite Il luogo di realizzazione è il cortile della Benedetta. Il tema della divisione viene affrontato immaginando due paesi in lotta tra loro per questioni legate all'uso del mulino. Ma c'è un ponte che unisce le rive del fiume... Da quest'anno si decide di realizzare il presepio non più all'oratorio
ma al Centro parrocchiale La Benedetta. Si tratta comunque di un ritorno ad
un luogo che ha già dato accoglienza all'iniziativa negli anni 1975,
1976 e 1978.
Questo luogo, oltre ad avere come sfondo naturale il colle Santa Maria, di particolare
suggestione, offre un più facile accesso per i visitatori ed è
dotato di maggiori possibilità di parcheggio. In aggiunta lo spazio disponibile
è più ampio e non s'intralciano le normali attività dell'oratorio.
Il primo atto dei lavori è dunque un grosso trasloco per spostare l'abbondante
materiale da costruzione da un luogo all'altro.
Il risultato dell'edizione precedente non ha, per la verità, lasciato
troppo soddisfatti i realizzatori. Questo conferma che le capacità del
gruppo si esprimono al meglio in scenografie che ricostruiscono in modo realistico
ambienti dei tempi passati, piuttosto che in simbologie complesse e di difficile
attuazione.
Si decide quindi di ritornare, per così dire, all'antico. Il tema Il tema scelto per quest'edizione affronta il modo di Vivere il Natale non
"solo come un'occasione più importante di altre per festeggiare"
ma inteso come momento che ridoni alla festività il suo vero e originario
significato. Si invitano i visitatori a ridare il giusto peso al valore più
profondo e al significato più vero della festa soprattutto per coloro
che vogliono essere coerenti con il loro credo. Conclude così la rappresentazione
vivente: "Diventiamo anche noi messaggeri di quest'annuncio: contagiamo
il mondo portando l'Amore di Gesù con noi tutti i giorni… e il prossimo
Natale scopriremo che non sarà solamente passato un anno".
La storia racconta di un vecchio zio, Natalino, che alla vigilia di Natale si
ritrova da solo a preparare un segno cristiano che ricordi la nascita di Gesù.
Viene aiutato dal nipotino al quale sfoga tutte le sue lamentele circa l'assenza
degli altri paesani, indaffarati a occuparsi solo di pranzi e regali. Un miracolo,
il pianto della statua di Gesù Bambino che aveva riposto nella stalla,
gli fa capire che lamentarsi non serve a nulla. Coinvolge così tutti
gli altri abitanti del villaggio nella preparazione di un Presepio vivente,
riuscendo a trasmettere il messaggio di Amore che è la venuta di Gesù. La scenografia Per ambientare la vicenda si decide di realizzare una scenografia che ricostruisca
un tipico paese di montagna e metta in evidenza, ancora una volta e come caratteristica
peculiare del nostro presepio, alcuni vecchi mestieri.
Con notevole impegno si allestisce un'imponente ambientazione: le case addossate
e sviluppate su tre piani, attraversate da vicoletti, i tetti realizzati in
coppi e in beole, quest'ultime riprodotte in legno. La grotta della Natività
è posta centralmente e alla base di tutta la costruzione.
Per la prima volta si cerca di far diventare protagonista anche il pubblico
consentendo di accedere ai vicoli del paese attraverso un suggestivo percorso
in mezzo alle case e alle botteghe che ricrea nel visitatore un'atmosfera di
grande realismo.
Quest'innovazione richiede una cura particolare nella riproduzione degli ambienti
e un'attenzione ai dettagli. Per questo l'interno delle case viene arredato
con mobili e suppellettili d'epoca.
Sono così allestite una cucina con stufa a legna, il negozio del calzolaio
e quello dell'arrotino, un angolo con il pozzo e l'affresco della Madonna, il
negozio ricco delle merci più svariate a simboleggiare la tendenza prettamente
consumistica che il Natale ha ormai assunto.
Al piano terra sono allestite anche le botteghe del fornaio e del mugnaio, l'immancabile
osteria e il lavatoio con fontana autentica. Per arricchire la bottega del
mugnaio viene realizzata, grazie alla disponibilità e alla competenza
di Bruno Brunati, una ruota di mulino in legno a grandezza naturale, mossa da
una cascata d'acqua e perfettamente in grado di far girare una macina mediante
un ingranaggio, anch'esso in legno, ben visibile agli spettatori. Il presepe tradizionale Il presepio statico è realizzato in un capannone di oltre 100 mq costruito
appositamente, dove il pubblico affluisce al termine della rappresentazione
vivente.
Ai visitatori vengono proposti, in un'ambientazione paesaggistica ricca di dettagli,
i modelli dei monumenti più caratteristici della nostra zona: la collegiata
di Castiglione Olona, l'eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro, il borgo
fortificato di Castel Arquato (PC) e diverse cascine tipiche della pianura
padana. Altri ricordi… Non mancano gli articoli sulla stampa locale che da molti anni promuovono il
nostro presepio come uno dei più suggestivi della regione. Fra i diversi
attestati di stima sono significative poche righe del compaesano don Luigi
Tenti che appaiono sul Venegonese del marzo 1997. Egli scrive: "Signori
presepiatt, sul Venegonese ho letto con tanta gioia, a conferma della fama che
mi era giunta, le meraviglie che avete fatto con il presepio 1996. Mi congratulo
con voi augurandovi di non fermarvi mai, ma di tenere sempre viva la "storia
di Gesù verbo di Dio fatto uomo per noi". Non ho potuto nemmeno
vederlo quest'anno perché ho passato un inverno non buono, ma godo con
voi e per voi. Per il Signore che vedo tanto amato da voi. Siatene orgogliosi!
Vi unisco una piccola offerta per un momento di serenità e di gioia tra
voi con un buon bicchiere di vino. Vi auguro tanta gioia".
Sono ancora presenti a filmare le rappresentazioni le telecamere di Rai Tre.
Un accenno a parte merita l'emittente locale Tele7Laghi che, grazie all'entusiasmo
del conduttore Mauro Cento, realizza diverse riprese che ripercorrono tutte
le fasi di costruzione, dall'inizio al completamento del presepio.
Quest'edizione sarà ricordata dai costruttori per le particolari condizioni
atmosferiche.
Durante i circa tre mesi di lavoro il tempo è buono, ma durante le festività
natalizie il gelo e la neve sono inclementi: il gelo crea pittoreschi ghiaccioli
sulla ruota del mulino che la bloccano completamente e le due abbondanti nevicate
conferiscono un aspetto ancora più realistico al villaggio di montagna!
Alla parrocchia vengono consegnati 10.000.000 di lire (5.164,57 euro) come frutto
delle offerte ricevute.
|