Domenica
05 settembre 2010
 

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Anno 1998 - XXVII edizione
"Ritorno al Padre"

          

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Il luogo di realizzazione è sempre il cortile della Benedetta. La vicenda si sviluppa in due ambientazioni diverse e trae spunto dalla rivisitazione della Parabola del figliol prodigo, in sintonia con la lettera pastorale di quest'anno.


Il presepio vivente

Il tema scelto per quest'edizione s'ispira al Ritorno al Padre, in analogia con la lettera pastorale del cardinale Carlo Maria Martini che prende spunto dalla parabola evangelica del figliol prodigo.
Il tema è reso più facilmente comprensibile mediante due ambientazioni diverse e temporalmente ben distanti.
La prima, quella più immediatamente visibile agli spettatori, riproduce la piazza di un paese lombardo con al centro una grande casa; da qui prende avvio la vicenda.
Il protagonista è il medico del paese, filantropo e caritatevole, che decide di aprire a sue spese un ambulatorio per i più bisognosi, scontrandosi però con la figlia avara e dal cuore arido che decide di abbandonare la sua famiglia.
Volendo accentuare ancor di più la teatralità insita nelle rappresentazioni del Presepio vivente, il gruppo ideatore decide di coinvolgere maggiormente gli spettatori facendoli partecipare in modo più diretto alla rappresentazione e immergendoli in quello che è il messaggio che il presepio vuole proporre.
A questo punto della rappresentazione, infatti, gli spettatori sono invitati a lasciare il posto per compiere fisicamente un cammino che li conduce dietro alla scenografia della piazza dove è ricostruita la seconda scena, un paesaggio tipicamente palestinese, che accoglie la Natività.
Proprio la nascita di Gesù Bambino fa comprendere alla figlia del medico il grande errore commesso e porta, con un commovente abbraccio, alla riconciliazione con il padre.
Il breve percorso che gli spettatori sono chiamati a compiere vuole rimarcare in modo concreto e forte la necessità di intraprendere anche un cammino spirituale per tornare agli autentici valori cristiani.
Le due ambientazioni consentono, tra l'altro, una più razionale gestione del pubblico: mentre la gente assiste alla seconda parte della vicenda vengono fatti confluire nuovi spettatori per la successiva rappresentazione. Questo permette di ridurre in modo sensibile i tempi d'attesa e di aumentare il numero delle repliche.
Notevole, in questa edizione, il lavoro dei registi impegnati a coordinare audio e luci.
La doppia scenografia, infatti, obbliga Eugenio Broggi e Andrea Antognazza a spostarsi in due regie diverse per gestire i due momenti scenici.
Anche in questa edizione vengono riproposti mestieri e bottegai: ci sono il materassee, lo spazzacamino, l'immancabile ciabattino e la ricostruzione di una vecchia macelleria. Nell'ambientazione palestinese troviamo invece il falegname ed il fornaio.
Una menzione particolare merita la costruzione centrale della scenografia, ovvero la grande casa a due piani che ospita la famiglia del dottore, che si presenta veramente imponente e massiccia. Questa costruzione, così come le altre, è resa stabile e sicura grazie alle competenze tecniche di Emilio Macchi che sa ben calcolare le strutture portanti in base ai carichi che devono sostenere. Si pensi inoltre che nessuna costruzione del presepio ha le fondamenta ma poggia semplicemente sul terreno…

Il presepe tradizionale

Nel presepio in miniatura sono riproposti, attraverso "grandi" modellini, i simboli delle antiche civiltà (primitiva, egizia, romana e azteca), e sopra a questi è collocata la grotta della Natività a simboleggiare che, mentre i fasti del passato prima o poi decadono, l'amore di Dio per l'uomo continua da sempre e si rinnova attraverso suo figlio Gesù che nasce tra noi.

Altri ricordi…

Il Circolo Filatelico di Venegono Inferiore sceglie come tema della sua 6ª manifestazione filatelica il Santo Natale e dedica al Presepio vivente una delle due cartoline con annullo speciale. Il gruppo del presepio partecipa alla manifestazione esponendo alcuni bozzetti e modellini delle passate edizioni.
Dionigi Dolli realizza una videocassetta che ripercorre tutte le edizioni dal 1991 al 1998 con diapositive e filmati.
Vengono raccolti 15.000.000 di lire (7.746,85 euro) devoluti alla parrocchia e in parte all'asilo (3.000.000 di lire, 1.549,37 euro).
Concludiamo con una simpatica e divertente poesia (scritta da Luisa Erba, Chiara Ripamonti e Mauro Tenti) che dedica una quartina a tutti i presepiatt protagonisti di quest'edizione.

 

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