La rappresentazione è ambientata in una scenografia che propone tre
momenti diversi. L'avvio della vicenda avviene all'interno di una chiesa, che
nella sua struttura esterna ed interna riproduce la chiesa parrocchiale di Venegono
Inferiore. Dopo il ritrovamento del bambino abbandonato, il fondale che riproduce
l'abside si apre scoprendo la piazza di un paese dove tutti si prodigano per
aiutare il piccolo. Una coppia si offre di accoglierlo, ma poi i genitori naturali
si ripresentano e, pentiti, chiedono di riprendere il loro figlio.
Da qui si sviluppa il terzo momento della vicenda: avvicinandosi il Natale,
i genitori con il parroco decidono di organizzare un pellegrinaggio a San Pietro
in Roma, assieme a tutti i parrocchiani, per chiedere perdono dell'errore commesso.
A questo punto il fondale tridimensionale della piazza si sposta per far apparire
un terzo luogo scenografico dove è ricostruita minuziosamente la facciata
della basilica di San Pietro, riprodotta in scala. L'opera è interamente
realizzata in legno grazie alla bravura e alla pazienza di Pierangelo Ferrario
(detto Papi).
Piazza San Pietro diventa così luogo di conclusione della vicenda passata,
ma anche inizio di un futuro di riconciliazione e di pace.
Il cambio repentino delle varie scenografie, oltre a creare ambientazioni diverse
sia per atmosfera sia per colore, rende più suggestiva tutta la rappresentazione.
L'ingresso al presepio, che avviene attraverso la facciata della locale chiesa
parrocchiale, e l'uscita, attraverso la basilica, sono un invito per tutti ad
intraprendere il cammino giubilare dalla propria realtà fino alla chiesa
che è punto di riferimento della cristianità: San Pietro appunto.
Sempre per questo motivo anche quest'anno gli spettatori sono invitati a scendere
dalla tribuna per partecipare alla rappresentazione vivente, percorrendo il
medesimo cammino dei personaggi della vicenda fino a giungere alla stalla della
Natività, collocata nel cuore della basilica.
Il tradizionale
Il tradizionale presepio in miniatura al coperto presenta diversi modelli di
chiese storiche del varesotto realizzate sempre nell'ottica, sia pur ristretta
alla limitata dimensione locale, di invitare gli spettatori a visitare le basiliche
stabilite come punto d'arrivo del percorso del giubileo.
Altri ricordi…
Per la prima e unica volta si inserisce nella registrazione del discorso guida
la voce di papa Giovanni Paolo II che recita alcuni salmi e canta nel finale
il Pater Noster, tratto dal cd Abbà Pater pubblicato lo stesso anno.
Una curiosità riguarda l'interpretazione del personaggio principale,
il parroco, resa con grande realismo ed efficacia dal bravo Lino Trussi, tanto
che molti spettatori all'uscita si chiedono se non sia un vero curato che si
presta a far parte della recita! Ma Lino merita di essere citato, oltre che
come attore principale di tante edizioni, anche per essere uno dei presepiatt
più "completi": sempre presente durante la costruzione (e lo
smontaggio!), doppiatore di se stesso nella registrazione del testo guida e
animatore del gruppo grazie alla sua contagiosa simpatia.
Da quest'anno le innovazioni tecnologiche permettono di abbandonare il nastro
magnetico analogico a favore della registrazione digitale. La riproduzione del
testo guida avviene pertanto da compact disc. Viene anche aperto un sito internet
che pubblicizza l'edizione attuale e ripercorre brevemente quelle passate.
Da quest'anno la tribuna è coperta interamente grazie a tre travi di
legno lamellare, della lunghezza di 13,60 metri, messe a disposizione da Emiliangelo
Galmarini. La copertura permette di ricreare l'ambiente in penombra tipico
delle chiese.
Cogliamo l'occasione per ricordare Emiliangelo (detto Dodo) anche per la sua
"sensibilità architettonica" nel disporre i singoli edifici
che compongono l'intera scenografia. È grazie al suo buon gusto se le
scenografie risultano essere, alla fine, equilibrate e realistiche.
Il 10 gennaio, al termine dell'ultima rappresentazione, si assiste ad un piccolo
spettacolo pirotecnico, molto suggestivo poiché di sfondo alla basilica
di San Pietro.
Le generose offerte permettono di raccogliere anche quest'anno 20.000.000 di
lire (10.329,14 euro) devoluti per la metà ai missionari venegonesi.