L'esigenza scenica costringe il regista Ettore Peron all'uso di controfigure
per interpretare il ruolo della Sacra Famiglia. Agli attori che interpretano
la prima parte della rappresentazione si sostituiscono, nella grotta, i genitori
dei bambini nati nell'anno. A tutte le famiglie, grazie alla presenza assidua
di Pierluigi Oblatore, viene fatto dono di una videocassetta ricordo che testimonierà
la loro partecipazione.
Il 6 gennaio, dopo la rappresentazione dedicata ai bambini della parrocchia,
il parroco don Giandomenico Colombo consegna a Gianfranco Pomarolli, come rappresentante
di tutti i
presepiatt, una targa ricordo per la 30ª edizione che
così recita: "
Al gruppo dei presepiatt
in ricordo dei
30 anni di lodevole impegno per la realizzazione del Presepio vivente.Con gratitudine,
la Comunità Parrocchiale".
Non a caso questa targa viene consegnata nelle mani di Gianfranco Pomarolli:
egli rappresenta al meglio il gruppo dei
presepiatt. Il
Pom
è colui che ha creduto fin dall'inizio in questa avventura, ha formato
il gruppo, l'ha tenuto unito nei momenti difficili diventando così il
punto di riferimento per molti.
Quest'anno si raccolgono offerte per 7.000 euro che vengono consegnate al parroco,
come da tradizione, durante il pranzo di fine edizione.
Durante il medesimo pranzo suor Cristina Fumagalli propone ai
presepiatt
di organizzare per il Venerdì Santo la Via Crucis con la drammatizzazione
della Passione di Gesù, utilizzando la struttura del presepio come scenografia.
L'idea viene accolta, anche se per problemi organizzativi si sceglie di smontare
il presepio e di creare un fondale apposito per la parte conclusiva della sacra
rappresentazione.
È così che il 29 marzo 2002, grazie soprattutto ai giovani dell'oratorio,
si rappresenta la Passione con costumi appropriati e un gran numero di comparse.