Domenica
05 settembre 2010
 

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Anno 2001 - XXX edizione
"Il Natale del priore"

            

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La ricorrenza della trentesima edizione è sottolineata con una targa che la parrocchia dona al gruppo dei presepiatt. La prima riunione per la preparazione si svolge, come di consueto, in piena estate. Davanti ad una buona bottiglia di bianco fresco si discutono le bozze della scenografia.


Il messaggio

I venti di guerra che aleggiano in questo periodo non possono non influenzare il testo guida di quest'edizione. Infatti non è un caso se, proprio in questo tempo difficile, si è voluto ambientare la vicenda tra i frati che si rifanno alla Regola di san Francesco; citiamo dal testo: "La rappresentazione che stiamo per cominciare ci rimanda a quello che fece san Francesco a Greccio. Francesco fu un testimone d'Amore verso Dio e verso i fratelli. Egli non ebbe paura di affrontare il lupo che tutti temevano. Gli andò incontro, gli parlò dell'Amore di Dio e il nemico divenne amico: un testimone di Pace".
Per reagire ad una provocazione del frate priore ("…mancano solo due giorni a Natale e in chiesa c'erano solo quattro vecchiette … Eran tutti lì, davanti al centro commerciale…"), la congregazione decide di coinvolgere i parrocchiani in una rappresentazione vivente che ricordi la Nascita di Gesù Bambino; ma l'entusiasmo dei frati viene smorzato da numerosi rifiuti e dall'indifferenza generale. Solamente una coppia di giovani sposi raccoglie l'invito.
I frati non si perdono d'animo e decidono di continuare comunque sperando in un pentimento dei parrocchiani, pentimento che arriverà in extremis.
Anche il pubblico viene reso partecipe della rappresentazione vivente e qualcuno viene coinvolto dai frati e invitato ad unirsi ai pastori in adorazione.

La scenografia

L'ambientazione ricostruisce la piazza antistante un convento attorniata dalle case di un piccolo borgo. La scenografia è strutturata su due livelli: nella piazzetta del piano rialzato si affacciano il convento, la chiesetta dei frati e le abitazioni dei paesani, mentre al piano inferiore troviamo come elemento caratteristico, in posizione centrale, la grotta della Natività e le stalle degli animali.

Il tradizionale

La novità di quest'anno riguarda la particolare collocazione: il presepio in miniatura trova spazio al di sotto del grande palco che sorregge la scenografia del vivente.
Un percorso obbligato permette ai visitatori di ripercorrere la Storia della Salvezza in cinque quadri spiegati mediante dei pannelli che riportano frasi della bibbia.
Le ambientazioni propongono: l'annuncio del profeta, la visita dell'angelo a Maria, la nascita, morte e risurrezione di Cristo, la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e, infine, l'istituzione della Chiesa attraverso il mandato degli apostoli nel mondo intero.
Nell'ultimo quadro spicca, tra altre chiese, la riproduzione in legno di balsa del duomo di Milano (eseguita nel 1927-28), gentilmente messa a disposizione dal Seminario Arcivescovile.

Tutti i numeri di questa edizione

- 101 i giorni di lavoro per realizzare la scenografia della parte vivente e i 5 quadri del presepe tradizionale.
- 15 le serate trascorse a preparare il copione, scegliere le musiche e registrare il testo guida.
- 15 sono i giorni in cui si effettuano le rappresentazioni viventi, mentre 21 è il numero di giorni in cui il presepio è aperto al pubblico.
- 103,5 è il numero delle rappresentazioni effettuate tra Natale e il 20 gennaio. Nei giorni festivi si inscenano almeno 10 repliche, mentre la mezza rappresentazione è causata da un black-out elettrico che costringe a ricominciare da capo…
- 942 i secondi di durata di ciascuna rappresentazione.
- 2 le dozzine di attori e comparse impegnati in ogni rappresentazione, tra cui 6 frati e 3 angioletti.
- 2 le rappresentazioni viventi cui partecipa come attrice suor Cristina Fumagalli, mentre una è la rappresentazione in cui don Giandomenico Colombo indossa i panni da frate!
- 11 è il numero degli animali del presepio così suddivisi: 4 pecore e un agnellino, 2 asini, 3 galline e una mucca.
- 10.000 circa è la tiratura delle cartoline illustrate raffiguranti la passata edizione e distribuite ai visitatori.

Altri ricordi…

L'esigenza scenica costringe il regista Ettore Peron all'uso di controfigure per interpretare il ruolo della Sacra Famiglia. Agli attori che interpretano la prima parte della rappresentazione si sostituiscono, nella grotta, i genitori dei bambini nati nell'anno. A tutte le famiglie, grazie alla presenza assidua di Pierluigi Oblatore, viene fatto dono di una videocassetta ricordo che testimonierà la loro partecipazione.
Il 6 gennaio, dopo la rappresentazione dedicata ai bambini della parrocchia, il parroco don Giandomenico Colombo consegna a Gianfranco Pomarolli, come rappresentante di tutti i presepiatt, una targa ricordo per la 30ª edizione che così recita: "Al gruppo dei presepiatt in ricordo dei 30 anni di lodevole impegno per la realizzazione del Presepio vivente.Con gratitudine, la Comunità Parrocchiale".
Non a caso questa targa viene consegnata nelle mani di Gianfranco Pomarolli: egli rappresenta al meglio il gruppo dei presepiatt. Il Pom è colui che ha creduto fin dall'inizio in questa avventura, ha formato il gruppo, l'ha tenuto unito nei momenti difficili diventando così il punto di riferimento per molti.
Quest'anno si raccolgono offerte per 7.000 euro che vengono consegnate al parroco, come da tradizione, durante il pranzo di fine edizione.
Durante il medesimo pranzo suor Cristina Fumagalli propone ai presepiatt di organizzare per il Venerdì Santo la Via Crucis con la drammatizzazione della Passione di Gesù, utilizzando la struttura del presepio come scenografia. L'idea viene accolta, anche se per problemi organizzativi si sceglie di smontare il presepio e di creare un fondale apposito per la parte conclusiva della sacra rappresentazione.
È così che il 29 marzo 2002, grazie soprattutto ai giovani dell'oratorio, si rappresenta la Passione con costumi appropriati e un gran numero di comparse.

 

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