Domenica
05 settembre 2010
 

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Anno 2002 - XXXI edizione
"La vigna"

              

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Viene pubblicato quest'anno il Liber pręsepiorum che raccoglie la storia dei trent'anni del Presepio vivente. La rappresentazione č ambientata in una vera vigna realizzata con tralci provenienti dalla Toscana.


La scenografia

All'aprirsi del sipario si presenta una scena insolita: non c'č il consueto gruppo di case a formare il borgo, ma soltanto poche costruzioni. Gran parte della scenografia č costituita da un terrazzamento su cui cresce una vigna rigogliosa (pensate che le viti sono state fatte arrivare direttamente dalla Toscana!).
Sulla sinistra vi sono alcune case dove si svolge la prima parte della rappresentazione con il dialogo tra il buon Marco e l'agnostico Attilio.
La stalla della Nativitą č posta invece in basso a destra e ad essa giungono pian piano i protagonisti della rappresentazione: giusto in tempo per ascoltare la zia Lina che racconta la notte di Betlemme, mentre sulla scena si materializza la narrazione con l'arrivo di Maria e Giuseppe e poi dei Magi.

Il messaggio

Solitamente il Presepio vivente si conclude con la riconciliazione, dopo i contrasti iniziali, di tutti i personaggi attorno alla mangiatoia. Questa volta invece il personaggio "negativo", Attilio, resta isolato nella sua convinzione che il Natale sia solo un pretesto per una festa in pił e che i cristiani non siano diversi da tutti gli altri. Marco e i suoi amici saranno perņ sempre pronti ad accoglierlo quando vorrą cambiare idea.

Il tradizionale

Dopo la rappresentazione vivente il pubblico viene indirizzato verso un percorso coperto dove č possibile ammirare il presepe tradizionale.
Questa volta č composto da due parti ben distinte: la prima che si incontra č costituita da una collina in cui sono disposte le case e gli edifici storici di un grande villaggio, completamente immerso nelle tenebre. Accanto, superate poderose mura, un'ambientazione con molto verde dove ritroviamo la vigna, ricostruita in miniatura dalle mani pazienti di Luciano Brun, e la grotta della Nativitą.
Qui tutto č luce, sottolineata anche da un fondale con un arcobaleno luminosissimo.
Da ricordare, tra i modellini esposti, la fedele riproduzione in legno dell'Arco di Costantino realizzata da Giancarlo Cremona.
Il presepe tradizionale vince il primo premio (un vitello!) del "Concorso presepi" indetto dal Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate.

Altri ricordi…

Nell'anno del trentennale viene pubblicato il volume Liber pręsepiorum, 1972-2002 Trent'anni di presepio vivente a Venegono Inferiore, a cura dell'Amministrazione comunale di Venegono Inferiore. Alla realizzazione hanno preso parte Alessandro Limido, Paolo Cremona, Paolo Mazzucchelli e Gianluca Maria Peron. Nel volume si trova la storia di questa tradizione: dai primi passi fino al 2001 attraverso tutte le edizioni. La pubblicazione viene distribuita gratuitamente a tutte le famiglie di Venegono Inferiore ed č venduta anche al Presepio.
La rappresentazione viene introdotta dal canto Tu scendi dalle stelle (idealmente intonato da tutti i personaggi della vigna) che viene registrato nello studio di Gino Giudice e cantato dal piccolo coro delle bambine diretto da Moira Fadda.
Quest'anno il Gesł Bambino viene interpretato, tra gli altri, da due piccoli che vengono addirittura dalla California (Simona Lucchina) e dall'Argentina (Fabrizio Giudice).
In alcune rappresentazioni del giorno dell'Epifania, don Alfonso Ndabiseruye dal Burundi, nelle vesti di uno dei Magi, esegue danze tradizionali africane, tra la sorpresa degli spettatori.
Nella galleria di uscita dopo il tradizionale viene allestita una mostra-mercato di oggetti contadini da lavoro dei tempi andati e di alcune riproduzioni di edifici storici della zona, utilizzati nei tradizionali in miniatura delle edizioni passate.
Nell'arco delle 111 rappresentazioni viventi di quest'anno, viene raggiunto il record assoluto delle offerte raccolte: in occasione del tradizionale pranzo di metą gennaio a cui partecipano tutti i collaboratori, viene consegnato al parroco don Giandomenico Colombo un assegno di ben 18.500 euro! Sarą destinato alla chiesa parrocchiale e in particolare al restauro di una delle cappelle laterali.
Per dare conforto al pubblico in attesa delle rappresentazioni, si costruisce quest'anno la "Baita del merlo" che offre un simpatico servizio bar. La baita sarą l'unica costruzione a restare in piedi al termine della manifestazione, pronta ad entrare di nuovo in funzione per il prossimo presepio.

 

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