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"Costruiamoci il futuro" Cliccando sulle foto potrai vedere le immagini ingrandite Questa edizione è caratterizzata dal grande successo che riscuote la vicenda narrata nella rappresentazione vivente, capace di suscitare sentimenti di viva emozione tra gli spettatori. Si realizza anche il sogno accarezzato per tanti anni: costruire un'imponente scenografia girevole. Nasce quest'anno il sito www.presepiovenegono.it. La scenografia Eugenio Broggi, nella prima riunione, svoltasi all’inizio di settembre,
presenta diversi studi preparatori: quello che riscuote più interesse
tra i presepiatt prospetta la realizzazione di una strada in salita
delimitata da due ali di case. Ma lo stimolo nuovo, la nuova sfida che accende
gli animi è quella di riuscire a far ruotare una delle case che diverrà
l'elemento centrale della narrazione. Detto, fatto! Grazie a Luigi Macchi e
alla sua azienda di impianti per materie plastiche, si utilizza una piattaforma
girevole in ferro, motorizzata e dal diametro di 5,7 metri, sopra la quale si
costruisce una vera casa con tanto di tetto in coppi. Con una rotazione di 180°,
in un minuto e trenta secondi, il rudere diventa una casa ristrutturata che
ospita al suo interno la stalla della Natività, completa naturalmente
di asino e bue! Questo coup de théâtre sorprende e affascina lo spettatore concentrando la sua attenzione sul momento chiave dell'intera vicenda. Un altro elemento scenografico che desta stupore è sicuramente la pavimentazione in vero acciottolato che copre una superficie di quasi cento metri quadrati realizzata ad arte da Stefano Lepori. Il messaggio È forse per la prima volta che la storia narrata nelle rappresentazioni
viventi raccoglie così tanti commenti positivi da parte dei visitatori,
addirittura portando alla commozione molti spettatori. Per raccontare e per far meditare la nascita di Gesù si decide di non citare nel testo guida nessun vangelo; termina infatti così la rappresentazione vivente: “Quest’anno abbiamo voluto raccontarvi un Natale un po’ diverso dal solito: non vi abbiamo letto il vangelo, ma abbiamo voluto creare un’atmosfera che ci avvicinasse al sentimento che più conta in questo giorno, come in tutti i giorni dell’anno: l’amore! (...)”. La vicenda narrata parla di alcuni giovani scapestrati (interpretati da diversi adolescenti che riescono magistralmente a calarsi nella parte), che passano le loro giornate nell’ozio e nell’inedia. Lino e Attilio, due muratori in pensione, li coinvolgono nella ristrutturazione di un vecchio rudere con l’intento di “… far capire loro che è bello impiegare il proprio tempo per realizzare qualcosa che serva anche agli altri…”. L’operazione di ristrutturazione è resa possibile da Giuditta che cede gratuitamente il rudere. Ella è sensibile al problema che Lino e Attilio stanno cercando di risolvere, infatti suo figlio Antonio se ne è andato da casa per rincorrere chissà quali sogni. La ristrutturazione si conclude grazie ai giovinastri che hanno così compreso l’importanza del lavoro e dell’impegno verso gli altri e, proprio nella notte di Natale, durante i festeggiamenti, ricompare il figlio prodigo che nel frattempo si è sposato ed è divenuto padre. L’amore di Giuditta, che accoglie il proprio figlio e la sua famiglia senza chiedere spigazioni, e il riconoscimento da parte del figlio delle proprie colpe, li fanno identificare nella famiglia di Nazareth. "L'amore che ha spinto Lino, e poi anche Attilio e tanti altri, a darsi da fare per dei giovani disorientati; l'amore di una madre generosa, che credeva di aver perduto un figlio, e l'amore di un figlio, che ha vinto il suo orgoglio e ha avuto il coraggio di chiedere perdono. Senza dimenticare l'amore di Dio, che muove ogni cosa..." Il presepio tradizionale statico Anche nel presepio in miniatura viene ripreso il tema affrontato nella rappresentazione
vivente. Il concetto ispiratore: il futuro, con l'aiuto di Dio, può diventare
migliore per tutti costruendo qualcosa anche per gli altri,. Per rendere questo concetto si decide di dividere la superficie a disposizione in due spazi distinti: in un primo viene ricreata realisticamente in scala 1:1 una casa diroccata, mentre nell'altro viene presentata una casa in costruzione con le pareti in veri mattoni e ancora da intonacare, gli attrezzi da lavoro sparsi un po' ovunque e il camino già messo in opera nell'angolo più importante. In queste costruzioni viene inserito il presepio classico in miniatura con i piccoli personaggi, le casette ecc., facendone un mix perfetto che stupisce e lascia sbigottito lo spettatore... Altri dettagli aiutano a comprendere il messaggio: l'illuminazione è scarsa nella parte in decadimento, mentre è intensa e calda in quella in costruzione; le statuine vengono poste solo nella zona dove l'uomo sta costruendo; un camino con il fuoco spento da molto tempo è posto in contrapposizione con il camino che accoglie la Natività, in modo da simboleggiare il calore che può portare nella vita di tutti noi la nascita di Gesù. Un messaggio registrato accompagna i visitatori durante la visita: "L'uomo ha spesso costruito con fatica per lasciare qualcosa di concreto alle generazioni che lo avrebbero seguito. Non sempre però i giovani hanno saputo capire i valori che avevano spinto i costruttori, e quello che con tanta cura era stato realizzato è caduto in rovina. Tuttavia, insieme, giovani e vecchi possono ricostruire quello che sembrava perduto e, con l'aiuto di Dio, il risultato può rilevarsi persino migliore". I numeri del trentaduesimo presepio - 2 sono gli animali presenti quest'anno al presepio: la manzetta Carolina che
era stata vinta grazie al concorso dei presepi organizzato dal Parco Pineta
di Appiano Gentile e Tradate in occasione del Natale 2002. La "carriera"
di Carolina finisce il 19 gennaio 2004 nel mattatoio della Macelleria Consonni...
Anche l'asinello Ugo ha una disavventura: il 10 gennaio perde... la coda! - 11 sono i centimetri di neve caduti domenica 28 dicembre. Questi conferiscono un aspetto ancora più suggestivo alla scenografia ma bloccano anche tanti visitatori impauriti. - 20 sono le coppie di genitori che si prestano, con il loro neonato, a impersonare la Sacra famiglia nelle rappresentazioni viventi. - 26 sono le serate dedicate alla scrittura, alla scelta delle musiche, alla registrazione e al missaggio del testo guida. - 39 sono le persone impegnate tutti i pomeriggi per la messa in scena delle recite se si considerano attori, tecnici e addetti alla logistica e al catering. - 88 le repliche della rappresentazione svoltesi nell'arco di 15 giorni. Si calcola che oltre 20.000 spettatori vi abbiano assistito. - 1000 sono i secondi di durata di ciascuna rappresentazione vivente pari a 24 ore e 24 minuti complessivi. - 14.000 sono gli euro consegnati alla parrocchia di Venegono Inferiore e destinati in parte alla costruzione di un ospedale in Sudan e in parte alla ristrutturazione del tetto della chiesa parrocchiale. Altri ricordi… Per non dimenticare due presepiatt scomparsi di recente, vengono dedicate due strade della scenografia. Via del mulita e Via del bagatt ricordano rispettivamente
Enrico Negri (che ha impersonato l'arrotino un tante edizioni), e Edoardo Castelli
(che faceva il ciabattino al presepio... e nella vita!).
Viene interamente rinnovato e notevolmente implementato questo sito che state visitando. Grazie a Paolo Mazzucchelli vengono pubblicate settimanalmente, durante la costruzione, alcune foto che testimoniano lo stato di avanzamento dei lavori (che potete vedere pigiando Costruzione) e tutte le notizie che riguardano il Presepio vivente. Questo sito, in poche settimane, registra più di mille accessi. È anche l'occasione per realizzare un'intervista in diretta su Radio Reporter che potete ascoltare cliccando Intervista Sempre grazie al sito si trovano nuove forme di pubblicità: una newsletter che invita a visitare il presepio viene inviata pochi giorni prima di Natale. Per la terza volta viene realizzato il video digitale ufficiale che riprende la rappresentazione vivente e il presepio tradizionale. In chiesa parrocchiale, utilizzando la stessa idea realizzativa del presepio statico, ovvero quella di ricordare il lavoro dei muratori, viene allestito un piccolo presepio tradizonale sulla sinistra dell'altare. Una rappresentanza di presepiatt (Mario Antognazza, Giancarlo Cremona e Luciano Brun) si trasferisce per alcuni giorni, su invito di don Carlo Lucini, al Santuario della Madonna dei Miracoli di Saronno (VA), per costruire un fondale e la scenografia ad una Natività realizzata con un gruppo di statue lignee. Questo testimonia le riconosciute capacità raggiunte dai presepiatt di Venegono Inferiore. Infine i presepiatt non dimenticheranno mai Edoardo Castelli che ci lascia il 28 novembre 2003 all'età di 73 anni, nell'imminenza della trentaduesima edizione. Duardin in molte occasioni ha interpretato il ruolo del ciabattino così come aveva fatto per anni nella sua vita. |
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