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Anno 2005 - XXXIV edizione
"Voi siete il sale della terra"
Ogni
anno sembra sempre più difficile creare qualcosa di originale nel rispetto
di un tema così tradizionale, ma al Presepio di Venegono la creatività
non manca. E così da una nuova idea scenografica nasce una nuova storia
per raccontarci ancora il messaggio di Amore del Natale.
Clicca sull′immagine per vedere in dettaglio la scenografia del Presepio vivente
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Clicca sull′immagine per vedere in dettaglio la scenografia del Presepio tradizionale
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Cliccando sulle foto potrai vedere le immagini ingrandite Papa Benedetto XVI all’Angelus della terza domenica di Avvento, dedicato
come ogni anno alla «Benedizione dei bambinelli», cioè delle
statuine di Gesù che i bambini romani portano in piazza San Pietro perché
il Papa le benedica prima di metterle nel presepe, tratta il tema del presepio.
Così come papa Wojtyla, che nel dicembre del 2002, osservò che
“la semplicità del presepe contrasta con quell’immagine del
Natale che talora viene proposta in maniera insistente dai messaggi pubblicitari”
anche papa Benedetto XVI, come rimedio contro la commercializzazione del Natale,
invita le famiglie cristiane a rinnovare la “bella e consolidata tradizione
del presepio… Costruire il presepe in casa può rivelarsi un modo
semplice ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli”
e ”il presepe può aiutarci a capire il segreto del vero Natale,
perché parla dell’umiltà e della bontà misericordiosa
di Cristo, il quale «da ricco che era, si è fatto povero per noi»” Il Messaggio          
Il Presepio vivente 2005, XXXIV edizione, ha per titolo Voi siete il sale della
terra, e prende spunto per la propria trama dal tema scelto dal cardinale Dionigi
Tettamanzi per l'Avvento della diocesi di Milano.
Si tratta di un racconto che potrebbe svolgersi in un qualsiasi villaggio del
mondo: qual è quel luogo, infatti, dove non c’è una lite,
una divergenza profonda anche tra persone della stessa famiglia, tra fratelli?
Ma si è voluto dare una specificità ambientandolo nella vecchia
Venegono, anche per rendere un omaggio al nostro paese e farlo in un certo senso
conoscere ai tanti visitatori “stranieri”.
La vicenda narra di due fratelli, Giorgio e Claudio, che litigano sulla gestione
di una stalla avuta in eredità dal padre e arrivano a non parlarsi più.
Sarà una terza persona, Giovanni, estraneo alla famiglia, a farli riavvicinare
grazie alla lettura di un brano di Vangelo, quello appunto di Matteo che invita
i cristiani ad essere luce e sale della terra (5, 13-14), che lo convince ad
intervenire per portare la pace nella famiglia di Giorgio e Claudio. Un primo
rifiuto da ambedue i fratelli non scoraggia Giovanni che, avvicinandosi il Natale,
pensa di ambientare un presepio vivente proprio nella stalla che era oggetto
della contesa. Di fronte a Gesù che si fa bambino tra noi per portare
la pace e l'amore, i due fratelli e i loro familiari non possono esimersi dal
riappacificarsi e dal mettere da parte i rancori ed i problemi che li avevano
portati a non parlarsi più.
A questo punto della rappresentazione, il narratore (per la prima volta nella
storia del Presepio vivente rappresentato da un attore fisicamente in scena)
invita il pubblico ad interrogarsi se anche nelle proprie storie personali non
ci sia un Giorgio o un Claudio da riappacificare.
Per leggere o ascoltare il testo guida completo clicca sull'apposito link in
alto a questa pagina. La Scenogafia          
L’ambientazione questa volta è veramente venegonese e ancora più
stupefacente che in passato: viene addirittura ricostruita una parte del centro
di Venegono Inferiore, in parte recentemente abbattuto per far posto a costruzioni
più moderne. I venegonesi più attenti riconoscono a prima vista
gli edifici, anche se, per esigenze sceniche, sono un po’ modificati nella
loro posizione. Sono riprodotte case e botteghe storiche ben note, quali il
Ristorante Belvedere, meglio conosciuto come Scermàn dal soprannome dato
al vecchio proprietario, oppure la panetteria della Bice, o la macelleria dell'Augusto
o, infine il calzolaio detto Piazéta probabilmente proprio perché
stava in... piazza.
Ma la scena della Natività sarebbe risultata difficilmente ambientabile
in una scenografia di questo genere... Per questo viene studiato anche quest'anno
un effetto scenico a sorpresa, caratteristica delle più recenti edizioni.
Nel 2003 su una piattaforma girevole si era fatta ruotare una casa di reali
proporzioni; nel 2004 sulla stessa piattaforma vi era una montagna che girava
mostrando al suo interno la stalla della Nascita.
Nel 2005 si cambia il movimento che diventa di traslazione per far sì
che entri nel mezzo della piazza la stalla che ospita la Sacra Famiglia, due
angioletti e naturalmente il bue e l'asino... anzi gli asini, visto che l'asina
aveva con sé il suo piccolo di soli tre mesi! La struttura portante,
costruita grazie all'esperienza di Adelio Crespi nella meccanica industriale,
scorre su binari che ovviamente attraversano il centro della scena. Per mimetizzarli
si pensa di ricostruire la pesa pubblica che era presente nella vera piazza
di Venegono. Addirittura si ritrova la bilancia originale che viene collocata
in bella mostra a dar maggior veridicità al manufatto.
Con molta cura viene ricostruito anche il vecchio edificio di Posta venegonese,
ovvero l'attuale Ristorante Belvedere, con la posa in opera della vecchia insegna
originale e con la ricostruzione della lanterna sopra l'ingresso. Gli interni
di questo locale, ed anche quelli di tutti gli altri negozi già citati,
non vengono trascurati ma anzi arricchiti di numerose suppellettili d'epoca
grazie al lavoro minuzioso di Pierangelo Ferrario detto Papi.
Un'ultima nota la meritano i numerosi lavori in pietra, come la vera rizzada
realizzata da Stefano Lepori, o le targhe delle vie con i vecchi nomi scolpite
dal marmuriin del presepio Mauro Tenti. Il presepio tradizionale statico Va rimarcato che il presepe tradizionale è altrettanto
importante e ardito nella realizzazione. I presepiatt del tradizionale stavolta
si prodigano in una grande quantità di riproduzioni miniaturizzate: strade
lastricate, scale, ponti, muretti, piazze e quant’altro, tutto realizzato
con la ben nota e riconosciuta bravura.
Inoltre l’insieme non è più visibile solo dal fronte ma
da ben tre lati! Per questo il pubblico può disporsi con tutta calma
lungo il percorso per ammi-rare ogni angolazione e osservare i numerosi e curatissimi
dettagli.
La grotta della Natività è poi particolarmente originale: al di
sopra di essa viene costruito un intero villaggio che culmina simbolicamente
con una chiesa. Nella grotta vi sono aperture su ogni lato che permettono la
visione da molte angolature e dalle quali esce la “Luce che illumina il
mondo”.
Il visitatore viene accolto anche da un messaggio guida che aiuta nella comprensione:
“Il significato di questo presepio è racchiuso in questi due brani
di vangelo: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il
Verbo era Dio. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce
splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta. Veniva nel
mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Venne fra la sua gente, ma
i suoi non l’hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto, ha
dato il potere di diventare figli di Dio.» ... «Voi siete il sale
della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si potrà
rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato
dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una
città collocata sopra un monte, né si accende una lampada per
metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché faccia luce
a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti
agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al
vostro Padre che è nei cieli.»”. I numeri del trentaduesimo presepio - 30 i litri di vin brulé distribuiti la notte di Natale ai fedeli usciti
dalla Messa di mezzanotte che hanno visitato il Presepio vivente.
- 101 le rappresentazioni viventi effettuate tra il 25 dicembre 2005 e il 15
gennaio 2006, di 13 minuti e 40 secondi cadauna.
- 23 i neonati che impersonano Gesù Bambino nelle rappresentazioni viventi
insieme ai loro genitori che vestono i panni di Maria e Giuseppe.
- 92 i giorni di lavoro trascorsi dal 24 settembre al 24 dicembre per preparare
la scenografia e, più in generale, la trentaquattresima edizione. A questi
vanno aggiunti i 22 giorni nei quali si sono svolte le rappresentazioni viventi
e i 50 giorni che si sono impiegati per lo smontaggio della scenografia. Per
un totale di 164 giorni.
- 18 le testate giornalistiche che, in almeno 40 occasioni, hanno parlato del
Presepio vivente.
- 1077 gli accessi al sito www.presepiovenegono.it e 1300 le pagine visitate
tra il 15 dicembre 2005 e il 15 gennaio 2006
- 247 i DVD distribuiti.
- 11.000 le cartoline raffiguranti l’edizione 2004 donate ai visitatori.
- 36 i millilitri di scopolaminabutilbromuro iniettati dal veterinario all’asino
bisognoso di cure. In quell’occasione si scopre anche che l’asino,
in realtà una femmina, è in dolce attesa…
- 11.000 sono gli euro raccolti con le offerte e donati alla parrocchia di Venegono
Inferiore in occasione del pranzo di chiusura dell'edizione. Vengono destinati
in parte ai missionari venegonesi e in parte accantonati per il restauro del
settecentesco organo della chiesa parrocchiale. Altri ricordi… - Venerdì 16 dicembre alcuni presepiatt di Venegono Inferiore si recano
in “trasferta” presso la Casa di riposo Bellaria di Appiano Gentile
(CO) per una rievocazione in costume della Natività. La rappresentazione
ha lo scopo di allietare in maniera semplice e genuina la giornata degli ospiti
della casa introducendo il clima natalizio. Questa iniziativa viene vissuta
con molta partecipazione affettiva dai presepiatt.
- Il calendario e la meteorologia non aiutano la trentaquattresima edizione.
Infatti sia la festività del Natale che il Capodanno cadono in domenica
sottraendo alle rappresentazioni giorni normalmente molto partecipati. Inoltre
le basse temperature, con la colonnina prossima allo zero, non favoriscono l’affluenza
dei visitatori. La partecipazione viene ritenuta comunque soddisfacente, soprattutto
per la “rimonta” nelle giornate conclusive.
- Sono ancora le basse temperature a creare problemi ai presepiatt. Il 30 dicembre
infatti si registra una minima di -13°C che provoca il congelamento del
lago situato all’interno della struttura coperta che ospita il Presepio
tradizionale statico. Sarà solo l’asportazione dello strato ghiacciato
e l’aggiunta di una buona dose di antigelo a scongiurare la messa fuori
uso dell’impianto di pompaggio.
- Il sito Internet del presepio vede aumentare sempre più la sua importanza.
Innanzitutto il numero delle visite (più di mille contatti nel periodo
delle rappresentazioni viventi con alcuni accessi dalla Russia, dal Giappone,
dalla Nuova Zelanda, da Taiwan e altri ancora). Inoltre sono numerosi i visitatori
che, sempre grazie ad Internet, scoprono il Presepio di Venegono e vengono per
la prima volta a far visita. Infine la soddisfazione di veder utilizzate le
proprie pagine come documentazione per la stesura di numerosi “pezzi”
giornalistici pubblicati su molte testate locali e non.
- Ancora circa l’apparizione sulla stampa, va registrato che per la prima
volta il nostro presepio è presente su due riviste specializzate in turismo
e tempo libero. Infatti Bell’Italia e Vie del gusto ci fanno l’onore
di ospitarci sulle proprie colonne.
- Anche il capitolo “Gesù Bambino” si arricchisce, quest’anno,
di due piccole chicche. Il Gesù Bambino più giovane: la piccolissima
Sofia Bottelli di soli 20 giorni recita il 7 gennaio. Il Gesù Bambino
con il sosia: i gemelli Luca e Matteo Checchin, alla tenera età di 6
mesi si alternano sul set…
- Viene pubblicato il secondo DVD Video præsepiorum che, accanto alle
tradizionali sezioni che compongono il video (la costruzione – la rappresentazione
vivente – il presepio tradizionale), porta una novità: vengono
svelati alcuni piccoli “segreti” di quanto accade dietro le quinte
di ogni rappresentazione vivente. Le telecamere riprendono, con occhio ironico,
gli attori e le comparse durante le prove mentre memorizzano il copione e mentre
aspettano di entrare in scena.
L’1 gennaio 2006 viene fatta una rappresentazione speciale per i 75 ragazzi
ospitati da famiglie venegonesi (la maggior parte ucraini, polacchi e tedeschi),
che partecipano a Milano al Pellegrinaggio di fiducia animato dalla Comunità
di Taizé. Il gruppo di preparazione dell'incontro farà pervenire
ai presepiatt un caloroso messaggio di ringraziamento.
- Infine va ricordato il presepiatt Giovanni Broggi, che muore il 30 ottobre
2005 all’età di 67 anni, per il suo impegno e la sua passione nella
realizzazione delle scenografie delle edizioni passate. Ma soprattutto non si
può dimenticare la sua giovialità ed anche la coesione che sapeva
donare all’intero gruppo.
- Il 29 gennaio 2006 si svolge il tradizionale pranzo di chiusura dell'edizione;
in quest'occasione Livio Tenti, classe 1932, viene "insignito" del
titolo di Sentinella del Presepe con una targa che reca questa motivazione:
"Per l'esempio dimostrato attraverso impegno, costanza, tanta passione
e umiltà".
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