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testo 2008
PRIMO
QUADRO
Lettore - In quei
giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il
censimento di tutta la terra. Andavano tutti a farsi
registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che
era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di
Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città
di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria
sua sposa, che era incinta (Lc 2, 1-5).
(luce improvvisa sul cortile. Scena di vita
domestica all'interno del cortile. È la vigilia di Natale.
Alcuni bambini giocano. Una donna sta entrando in casa sua quando...)
Angelina -
Giovanni! Veronica! Venite su che
è pronto! Non fatemi gridare, almeno alla vigilia di Natale!
Rosa - (la
donna nel cortile si ferma sulla soglia) Oh, Angelina, hai
sentito?
Angelina - Cosa?
Rosa - Sai
che il mese scorso in Polesine c'è stato quel disastro, no?
Angelina -
Sì,
povera gente… la radio ne parla in continuazione. Dicono che
molte famiglie hanno perso tutto, e che sono state costrette a lasciare
il loro paese.
Rosa - Esatto.
Infatti stamattina in paese ne sono arrivati due, marito e moglie, che
stanno cercando una casa, o almeno una stanza, per trasferirsi
qui… e pare che lei sia pure incinta, poverina!
Angelina - Oh,
Signùr! Ma dove andranno a stare?
Rosa - Non lo
so… certo non qui: nel nostro cortile non c'è
nemmeno una stanza libera!
Angelina -
(ai bambini, che nel frattempo hanno continuato a giocare
come se niente fosse) Giovanni! Veronica! Non ve lo ripeto
più! Ho detto di salire! (i bambini si salutano e
salgono) Comunque speriamo che quei due poveretti trovino
una sistemazione. Beh, ti saluto Rosa… vado,
ché le mie due pesti avranno una fame…
Rosa -
Vado anch'io. Ciao, Angelina! Ciao, ciao.
SECONDO
QUADRO
Lettore - Ora,
mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del
parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e
lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro
nell'albergo. (Lc 2, 6-7)
(luce sul cortile, che è deserto.
È ora di pranzo, e nelle case si intravede qualche famiglia
riunita a tavola. Dal portone entrano un uomo e una donna. La donna
è visibilmente incinta e affaticata e si appoggia al portone)
Lucia -
Toni… non ce la
faccio più! Sono a pezzi… è tutta la
mattina che camminiamo…
Toni - Lo so, Lucia, ma
vedrai che prima o poi un posto lo
troviamo… resisti ancora un pò!
Lucia - Io resisto, con
l'aiuto del Signore… ma non so quanto
resisterà il bambino… sbrigati Toni…
mi
sa che nascerà presto…
Toni - Aspettami qui,
riposati un attimo: vado a chiedere a qualcuno se
qui hanno una stanza da affittarci. (va alla porta della
signora Rosa e suona la campanella)
Rosa - (dall'interno)
Chi è?
Toni - Buongiorno,
signora, sono
Toni… cioè… Antonio, Antonio Ferrari.
Vengo da Occhiobello, in provincia di Rovigo. Io e mia moglie Lucia
abbiamo perso tutto, e stiamo cercando una stanza da prendere in
affitto, almeno per qualche giorno. Sa, la Lucia è
incinta… il bambino nascerà fra poco…
e
noi non sappiamo dove andare…
Rosa - (nel
frattempo è uscita e ha visto la donna
appoggiata al portone. È sinceramente dispiaciuta) Oh, por
fiö, mi dispiace davvero, ma in questo cortile non
abbiamo
nemmeno una stanza libera… provi nel cortile di fronte,
forse
lì una stanza ce l'hanno. Auguri!
Toni - Ma… (torna
sconsolato verso la moglie, ma appena si
accorge che questa ha le doglie del parto, si affretta gridando)
Lucia!
Lucia - Toni…
Toni,
il bambino…
Toni - (si
accorge che accanto al portone d'ingresso del cortile
c'è una stalla, la cui porta è socchiusa)
Vieni,
entriamo qui… nessuno ci sta guardando!
(entrano furtivamente nella stalla. Chiudono la porta)
TERZO
QUADRO
Lettore - C'erano in
quella regione alcuni pastori che vegliavano di
notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si
presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse
di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro:
“Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che
sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella
città di Davide un salvatore, che è il Cristo,
Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in
fasce, che giace in una mangiatoia”. (Lc 2, 8-12)
(il cortile si è rianimato.
C'è gente che va e
viene. Entra il parroco, si guarda in giro e va verso Angelina)
Don Luigi -
Buongiorno Angelina!
Angelina - Oh,
buongiorno, don Luigi! Che cosa la porta lontano dalla sua
chiesa, proprio la vigilia di Natale?
Don Luigi - Un
mistero, Angelina, un mistero! Sono sparite due persone
nel nostro paese, oggi. E forse qualcuno del cortile ha visto qualcosa.
Angelina - Ma cosa dice?
Chi è sparito?
Don Luigi - Ha
presente quei due giovani di Rovigo,
quelli…? (Angelina annuisce) Ecco:
loro. Sono stati visti
l'ultima volta entrare nel vostro cortile all'ora di pranzo, e da
allora nessuno li ha più visti.
(nel frattempo si
è formato un capannello attorno ai due, e Rosa, che ha
sentito l'ultima parte della frase, capisce di chi sta parlando il
parroco)
Rosa - Io! Io
li ho visti. Il ragazzo ha parlato con me. Mi
pare che si chiami Tino… o Toni… cercavano una
stanza da prendere in affitto, ma io gli ho detto che qui non ce
n'erano. Ha provato nel cortile di fronte? Io li ho mandati
lì.
Don Luigi - No,
lì non sono mai entrati. Però,
Rosa, non doveva mandarli via così. Ha visto in che stato
era la ragazza?
Rosa - Sì,
che l'ho vista! Ma cosa potevo fare? Lo sa anche
lei che qui non abbiamo posto!
Don Luigi - Non
la sto rimproverando, Rosa… voglio solo
ricordare, a lei e a tutti voi, che domani è Natale. E che
festeggiare il Natale non vuol dire solo ricordare Gesù che
è venuto sulla terra tanti anni fa: vuol dire soprattutto
accoglierlo, ogni volta che viene da noi con le sembianze di qualcuno
che ha bisogno. Appunto come quei due ragazzi. Siamo sicuri che non si
poteva fare proprio proprio niente, per loro?
(i presenti annuiscono,
dispiaciuti. In quel momento una bambina apre la porta della stalla e
grida)
Veronica - Mamma! Papà! Ma qui c'è
qualcuno!
Angelina - Don Luigi!
Venga a vedere! I due ragazzi! Ma… ma
hanno avuto un bambino! Signùr!
Veronica, corri in casa a
prendere degli asciugamani… e prendi anche un lenzuolo,
questa ragazza ha bisogno di aiuto!
Rosa - Giovanni, va' a
chiamare la sciura Teresa, la
levatrice… dille di far presto! (Poi, rivolta ai
presenti) Su, non state lì così
impalati:
qualcuno porti da mangiare a questi due poveretti! (Poi,
rivolta ai due) Non abbiamo molto da offrirvi, ma quello che
abbiamo lo
divideremo con voi, state tranquilli!
Don Luigi - (mentre
gli altri si affaccendano attorno ai due, si mette
in disparte, con lo sguardo rivolto verso l'alto) Grazie,
Signore di
essere venuto ancora una volta tra di noi! (fa per
andarsene, poi, come
ricordandosi all'improvviso, quasi in confidenza) Ah!
E… grazie anche per i miei parrocchiani! Sì, lo
so… che qualche volta non sono capaci di riconoscerti in chi
ha
bisogno… qualche volta hanno paura… ma io lo
sapevo che erano brava gente!
QUARTO
QUADRO
Lettore - Alcuni Magi
giunsero da oriente a Gerusalemme […] Ed
ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva,
finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si
trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima
gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e
prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono
in dono oro, incenso e mirra. (Mt 2, 1.9-11)
(È sera. Gli abitanti del cortile si
affaccendano ancora, anche se meno freneticamente di prima, intorno
ai due)
Angelina - (uscendo
dalla stalla insieme a Rosa) Però adesso
bisogna trovargli un posto decente, dove stare. Non potranno mica
passare la notte in una stalla? Con un bambino!
Rosa - Lo
so, lo so… ma dove possono andare? Per qualche
giorno la Lucia e il bambino possono stare su da me, ma
poi, quando torna il mio Carlo dalla Germania, non saprei proprio dove
metterli…
Don Luigi - (entra
dal portone e le due donne lo raggiungono) Allora!
Come sta il nostro "Gesù Bambino"?
Rosa - È
un amore! Sembra davvero un angioletto! Ma stavamo
proprio dicendo adesso che bisogna trovare una sistemazione, almeno per
lui e la mamma… la stalla sarà anche bella
calda… ma è sempre una stalla!
Angelina - Sì,
per un po' possono stare a casa della
Rosa… ma dopo?
Rosa - Don
Luigi, cosa possiamo fare?
Don Luigi - Hai
fede, Rosa?
Rosa - Sì,
ma…
Don Luigi - E
tu, Angelina?
Angelina - Certo,
ma…
Don Luigi - (fa
cenno di avvicinarsi a due persone che erano entrate
nel cortile con lui, ma erano rimaste in disparte in un angolo del
portone. Si tratta di un uomo e di una donna, palesemente ricchi)
Venga, Ettore, venga. Venga avanti… signora Bice…
(scambio
di saluti)
Ettore - Buonasera
a tutti. Noi… ecco… non vorremmo
essere invadenti… ma ci chiedevamo se i due
forestieri… sì, insomma, i due
ragazzi… ecco ci chiedevamo se avessero già
trovato
una
sistemazione, una casa…
Angelina - Eh,
no, purtroppo… ne stavamo discorrendo poco fa
col signor curato…
Ettore - Ecco…
sapete che tre mesi fa il nostro giardiniere,
il povero Nino, che il Signore l'abbia in gloria, ha raggiunto la sua
Anita in paradiso… e noi avremmo proprio bisogno di qualcuno
che si occupi della villa e del parco e che venga ad abitare nella
portineria. Sempre se i due ragazzi lo desiderino.
Rosa - (interrompendo,
sinceramente entusiasta) Sì! (tutti
si voltano verso di lei, che, un po' imbarazzata, continua)
Sì, Sì…bisogna chiederlo a loro,
naturalmente… (i due annuiscono, e tutti mostrano
soddisfazione e si stringono le mani)
Don Luigi - (rivolgendosi,
almeno inizialmente,
ai parrocchiani) Vedete, figlioli, ognuno fa e dà
quello che
può. L'importante è non restare indifferenti di
fronte ai bisogni dei fratelli, e accogliere Gesù che
"viene" anche oggi… basta saperlo vedere. E non bisogna
andare tanto lontano a cercarlo, a volte è proprio sotto
casa nostra, o addirittura in casa nostra… E allora sia per
tutti noi un:
Tutti - (voltandosi
contemporaneamente verso il pubblico) Buon Natale!
Le voci nella registrazione del testo guida sono di:
Marco Airoldi (lettore), Elena Romualdi (Angelina), Betty Asta (Rosa), Alessandra
Peron (Lucia), Mauro Pronesti (Toni), Lino Trussi (don Luigi), Sofia Fumagalli
(Veronica), Alessandro Mancon (Ettore).
Scritto da Marco Airoldi
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