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24 luglio 2017
 

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Liber præsepiorum

Sul finire del 2002 è stato pubblicato a cura dell'Amministrazione comunale di Venegono Inferiore il volume "Liber præsepiorum - 1972-2002 Trent'anni di Presepio vivente a Venegono Inferiore". Il Liber ripercorre la storia dalle origini ai giorni nostri di tutte le edizioni riordinando notizie, dati, immagini e tutti i testi guida delle rappresentazioni.
Il Liber è la fonte da cui sono state tratte tutte le informazioni riguardanti le passate edizioni contenute in questo sito che vuole anche proporsi come ideale continuazione per la raccolta delle memorie per le future edizioni.

La copertina del libro
La copertina del libro


Di seguito sono riportate le presentazioni del volume di Emilio Cremona e Tommaso Valle (rispettivamente sindaco dal 1994 al 2004 e assessore alla cultura dal 1995 al 2004), di don Giandomenico Colombo (parroco a Venegono Inferiore dal 1996 al 2008) e di don Carlo Lucini (parroco a Venegono Inferiore dal 1969 al 1996).


Trent'anni di storia del Presepio vivente rappresentano trent'anni di vita venegonese. Questo è stato il presupposto che fin da subito ha spinto l'Amministrazione Comunale a sostenere l'idea di scrivere un libro che raccontasse, anno per anno, quella che è a conti fatti la tradizione più longeva di Venegono Inferiore. Scrivere un libro affinché i ricordi potessero essere condivisi anche dalle generazioni future, questo era il punto di partenza.
E gli autori sono stati particolarmente bravi nel raccogliere memorie, immagini, testi per compilare un annuario preciso e dettagliato di una manifestazione che ogni anno raccoglie attorno a sé l'impegno di decine e decine di venegonesi, oltre che lo sguardo ammirato di migliaia di spettatori che giungono un po' da tutta la nostra regione.
Ma il lavoro degli autori non si è fermato qui. Ogni anno il libro apre una finestra sul mondo, che prosegue la sua corsa attorno al lavoro imperturbabile dei nostri presepiatt, dando al Presepio vivente la caratteristica di un punto fermo di riferimento attraverso il quale guardare indietro e accorgersi degli anni che passano e diventano storia. È un suggerimento originale quello che gli autori vogliono darci: provare a rileggere la storia attraverso l'esperienza di una comunità che si ritrova anno dopo anno a rappresentare la Natività di Cristo, cercando ogni volta di cogliere una nuova sfumatura che renda visibile agli occhi di tutti l'attualità del messaggio cristiano.
Ma il vero valore di questo volume è quello di ricordare a tutti, anche a chi è lontano dalla fede, un insegnamento fondamentale del vivere comune, cioè quello della collaborazione, del lavorare insieme, della divisione dei compiti per un comune risultato.
Per questi motivi crediamo che il libro del presepio possa essere un piacevole dono per tutte le famiglie venegonesi e, soprattutto, il sentito augurio che desideriamo rivolgere a tutta la nostra comunità per gli anni a venire.

Emilio Cremona
sindaco dal 1994 al 2004
Tommaso Valle
assessore alla cultura dal 1995 al 2004



Ci sono tradizioni che non resistono alla prova del tempo, o meglio fanno il loro tempo e poi lasciano spazio ad altre iniziative.
La tradizione del presepio a Venegono ha superato la prova del tempo, anzi è entrata nella storia di questo paese, arrivando a celebrare la 30ª edizione. Trent'anni sono un arco di tempo significativo, forse una felice sorpresa anche per gli stessi realizzatori dell'opera.
La realizzazione del Presepio vivente è iniziata in sordina ma, via via, sulla spinta dell'entusiasmo e della passione dei suoi sostenitori ha spiccato il volo diventando un appuntamento ormai atteso e vissuto da tanta gente di Venegono e di molti altri paesi.
Il messaggio che propone è l'annuncio che ha cambiato la storia: Dio si è fatto uomo ed è venuto ad abitare tra noi. Ogni anno contempliamo l'incanto del Natale rivisitato sotto angolature diverse, con un'attenzione particolare al cammino della Chiesa diocesana con il suo Vescovo.
Attorno allo spettacolo di quella nascita avviene il miracolo: le diverse condizioni umane col peso delle proprie fatiche, incomprensioni e divisioni si ricompongono: i dissidi si riappacificano, i fili spezzati si riannodano, la gente torna a volersi bene.
Gesù è venuto esattamente a portare questa rivoluzione: quella del cuore. Ma tutto questo è solo una fiaba per farci sentire più buoni a Natale?
Credo che lo scopo del presepio sia proprio quello di dirci: perché non provare a crederci? Perché non provare a fare proprio la stessa cosa in quel presepio certamente meno poetico, senz'altro più aspro e impegnativo che è la nostra stessa vita a Venegono, che sono le nostre strade, le nostre case, dove viviamo tutti i giorni?
Mi auguro che il presepio realizzato ad arte continui a ricordarci l'altro presepio, gli altri personaggi che siamo noi, con il nostro copione da recitare tutti i giorni e che proprio ciascuno di noi con la sua bontà può davvero rinnovare il Natale di Dio sulla terra!

don Giandomenico Colombo
parroco dal 1996 al 2008

Le cose di Dio, come sempre, nascono nella semplicità e nella povertà di mezzi.
Gesù aveva paragonato il Regno di Dio al granello di senape, tanto piccolo, ma in grado di svilupparsi così da offrire coi suoi rami rifugio agli uccelli del cielo. Anche per il Presepio vivente di Venegono le origini sono davvero modeste; tutto iniziò per caso.
Nel 1972 la Parrocchia aveva acquistato dal conte Citterio la cosiddetta Corte d'Assisi, una fatiscente casa nobiliare costruita a ridosso della chiesa, quasi a soffocarla. La sua demolizione portò due vantaggi: quello di dare aria alla chiesa che finalmente poteva apparire in tutta la sua linea architettonica e quello di creare un'area di respiro che pur piccola sembrava una vera fortuna. Che farne?
Lì venne organizzata la festa di settembre, ma subito dopo nacque l'idea di usare quest'area per creare un presepio di grandezza naturale, con piante vere e con animali vivi. Pensammo al protagonista, il Bambino Gesù, che andammo ad ordinare alla ditta Mussner di Ortisei e poi con poveri mezzi costruimmo la capanna con annessa la stalla e il paesaggio così come la fantasia suggeriva. L'iniziativa piacque alla popolazione per la sua novità.
Quando una cosa riesce bene si tende sempre a ripeterla e a migliorarla e così anno dopo anno il Presepio vivente, nelle varie edizioni, divenne storia per Venegono Inferiore. E non doveva sfigurare di fronte all'ormai affermato presepio dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore!
Questo libro nasce proprio con l'intento di narrare le varie edizioni del Presepio vivente che, tra mille difficoltà, si è riproposto ogni anno con un crescendo di successo e di partecipazione di pubblico. La ricchezza delle trame narrative e della documentazione fotografica ne sono la dimostrazione. Lascio agli autori questo compito.
Io vorrei sottolineare i risultati umani che il Presepio vivente ha prodotto, unendo in un legame di collaborazione e d'amicizia i costruttori che hanno costituito poi un vero e proprio sodalizio. Chi aveva voglia di fare, di stare insieme, di specializzarsi in qualche attività artigianale, chi aveva doti per progettare, per reperire materiale e far sorgere dal nulla costruzioni impressionanti per la loro precisione, chi ancora aveva fantasia per inventare, volontà e capacità di narrare e rappresentare le varie scene degli episodi natalizi, qui aveva accoglienza e si sentiva realizzato.
Trent'anni sono più di una generazione e quindi si può dire che un'intera generazione di venegonesi ha avuto a che fare con questo fatto di popolo che ha caratterizzato un considerevole tratto di storia della Comunità.
Non deve inoltre essere taciuto l'aspetto religioso che ha trasformato questi operatori in annunciatori del vangelo. Che cosa ha mai spinto un gruppo così numeroso e compatto di persone ad affrontare per mesi e mesi lavoro e fatica, freddo e malanni, talvolta qualche commento pungente (come per Noè quando costruiva l'arca tra l'incomprensione della gente), se non il nobile e cristiano intento di presentare l'annuncio del Verbo di Dio che s'è fatto uomo? Si può essere più missionari che presentando il Mistero dell'Incarnazione a innumerevoli spettatori che si susseguono ad ammirare quanto è stato realizzato in tanti mesi di preparazione?
Visitando le ultime edizioni ho riconosciuto, ormai con i capelli bianchi, alcuni che hanno visto nascere l'iniziativa; altri si sono aggregati attratti dall'entusiasmo e dall'ideale dei primi, permettendone la continuità; tanti altri amici hanno già varcato la soglia dell'eternità. E di là ci segnalano tutta la gioia che il Signore ha preparato per coloro che, anche attraverso questo umile mezzo, hanno voluto significare il loro amore e la loro fede.

don Carlo Lucini
parroco dal 1969 al 1996


Così ha inizio il Liber præsepiorum...

presèpio (meno com. presèpe) s. m.
[dal lat. praesepium o praesepe " greppia,
mangiatoia ", comp. di prae- " pre- " e
saepire " cingere, chiudere con una siepe
(lat. saeps saepis) "]. -
1. b. Nell'uso com., rappresentazione
plastica della nascita di Gesù che si fa
nelle chiese e nelle case, nelle festività
natalizie e dell'Epifania, riproducendo
scenicamente, con figure formate di
materiali varî e in un ambiente ricostruito
più o meno realisticamente (talora anche
anacronistico), le scene della Natività e
dell'Adorazione dei Magi.

(dal Vocabolario della lingua italiana
dell'Istituto Treccani, ed. 1991)


Così termina il Liber præsepiorum...

Questa è la storia di trent'anni
di Presepio vivente a Venegono Inferiore
"la quale, se non v'è dispiaciuta affatto,
vogliatene bene a chi l'ha scritta,
e anche un pochino a chi l'ha raccomodata.
Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi,
credete che non s'è fatto apposta"
.
(da I promessi sposi di
Alessandro Manzoni, cap. XXXVIII)


© 2002 Comune di Venegono Inferiore (VA)
Finito di stampare nel mese di novembre 2002
a cura dell’Amministrazione Comunale di Venegono Inferiore
presso Grafiche Olona, Castiglione Olona (VA)


 

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